CIAK, SI SOGNA! ACI TREZZA DIVENTA UN CINEMA SOTTO LE STELLE CON VO-CINE

Articolo di: Giorgia Crimi

Immaginate i faraglioni di Acitrezza che si stagliano sul mare, illuminati da una luna distratta, una serata settembrina dall’aria frizzante, l’Etna che sbuffa cenere alle spalle e un’arena naturale, con tanti sedili di paglia, collocati sul terreno profumato della sera, di fronte a un grande schermo, su cui si proiettano i corti d’autore.

Ed un pubblico raccolto – solo cultori ed amanti del genere – che si riunisce silenzioso, sussurrando il motto “meno siamo, meglio stiamo” – che poi non siamo mai pochi, ma il principio vale lo stesso…

Ecco. Tutto questo si ripromette di essere “Vo-Cine”, dal 25 al 27 settembre, a Marearte, presso Villa delle Palme ad Aci Trezza, la prima edizione di un Festival dedicato al cortometraggio e al cinema indipendente emergente che vuole ascoltare chi ha nuove storie da raccontare.

Ho parlato più volte di questo luogo incantevole – leggi l’articolo dal titolo “Dove finisce il navigatore, inizia Marearte” e l’intervista a Javier Girotto – luogo in senso fisico e metaforico – che ho visitato in occasione soprattutto di eventi musicali e che sta conquistando un posto in prima fila nella scena culturale del territorio catanese.

Queste saranno tre serate per lasciarsi sorprendere dal cinema, attraversando storie, linguaggi e visioni che arrivano dall’Italia e dal mondo.

Cortometraggi di finzione, animazione e documentari daranno vita a un mosaico di racconti e prospettive differenti, con un’attenzione particolare ai nuovi talenti della scena cinematografica. Storie di quotidianità, percorsi alla ricerca della propria identità e sguardi capaci di restituire, in pochi minuti, tutta la forza espressiva del grande cinema.

A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente saranno gli incontri con alcuni degli autori e delle autrici presenti, che al termine delle proiezioni dialogheranno con il pubblico, svelando il dietro le quinte delle proprie opere, le suggestioni e le storie da cui hanno preso forma.

Ad aprire il festival sarà la Sicilia, protagonista di due opere profondamente legate al territorio.

Tra queste, “Tutto apposto, gioia mia” di Chloé Lecci López, cortometraggio del 2022 che restituisce uno spaccato del territorio catanese attraverso uno sguardo intimo e consapevole.

In programma anche “Genesi”, documentario firmato da Opera Festival, realtà che dal 2021, ai piedi dell’Etna, a Milo, intreccia musica, arte e ricerca, promuovendo nuove forme di valorizzazione del territorio.

Ma il cinema non sarà l’unico protagonista.

La musica accompagnerà le proiezioni, trasformando il festival in un’esperienza da vivere anche oltre lo schermo, tra performance live e DJ set.

Tra gli ospiti, Fillu, percussionista e DJ capace di fondere ritmi tribali, groove funk e suggestioni brasiliane in un universo sonoro tutto da esplorare.

E poiché anche il gusto vuole la sua parte, Agricolab porterà al festival una proposta gastronomica vegetariana, con piatti e prodotti che raccontano l’identità e i sapori del territorio catanese.

Dietro il progetto c’è un incontro nato lontano dalla Sicilia, tra le aule universitarie di Parigi: quello tra Lorenzo Giordano, architetto e fondatore dell’associazione e Laura Pinto, curatrice del festival.

Ad unirli, una curiosità condivisa per il cinema, la ricerca sull’immagine e le infinite possibilità del linguaggio visivo.

Un’intesa che, nel tempo, ha preso forma in un progetto culturale collettivo, arricchito dal contributo di Sophie Piccoli, architetta impegnata, tra le altre attività, nella comunicazione di MareArte, e Riccardo Cavallaro, che cura l’identità grafica del festival.

L’appuntamento è quindi dal 25 al 27 settembre 2026 a Marearte, Aci Trezza, viale Livorno 151, con parcheggio esterno.

L’ingresso è previsto dalle 18.00, mentre le proiezioni inizieranno alle 19.00. L’ingresso è libero per i soci MareArte.

Il programma completo è disponibile sul profilo Instagram @marearte.associazione.

Io ci sarò, per raccogliere le mie impressioni e quelle dei protagonisti.

Chi si vuole unire? Mi raccomando, scarpe comode e felpa con cappuccio, almeno per me, sono freddolosa…

Colonna sonora per la lettura di questo articolo: “Spicchio di Luna“, di Sergio Caputo, versione Live, tratto dall’album “Ne approfitto per fare un po’ di musica”, del 1987.

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