Accadde oggi: 31 agosto 1997, ventinove anni senza la Principessa Diana

Articolo di Sara D’Angelo

Il 31 agosto di ventinove anni fa la Principessa Diana moriva in un incidente stradale a Parigi, sotto il tunnel dell’Alma. Nella Mercedes nera dentro cui viaggiava insieme al suo compagno Dody Al-Fayed, la “Regina di cuori” si spegneva sotto i riflettori incessantemente puntati su di lei.

Nel 2017 Antonio Caprarica, giornalista del TG1, ha pubblicato un libro in cui raccoglie gli ultimi giorni della Principessa. “L’ultima estate di Diana” edito da Sperling & Kupfer, che racconta dettagli e particolari di una vacanza maledetta.

La Principessa era stata paparazzata sullo yacht “Jonikal” di Dody, figlio di Mohamed Al-Fayed, il magnate egiziano proprietario di Harrods. Già da qualche mese la stampa mondiale aveva pubblicato a lettere cubitali il nome del nuovo amore di Lady D. Finalmente (o apparentemente) felice, la Principessa si mostrava agli obiettivi segugi della sua ombra con un viso disteso come mai prima.

Le ultime apparizioni ufficiali risalivano al mese di giugno, durante il viaggio in India, dove la Principessa incontrò Madre Teresa di Calcutta: due donne immortalate in una fotografia divenuta icona di due universi paralleli.

A metà luglio Lady Diana si recò al Duomo di Milano per assistere ai funerali dello stilista Gianni Versace, assassinato nella sua villa a Miami. Seduta accanto a Elton John e Sting, fasciata da un tubino nero e con un girocollo di perle, la Principessa interruppe le vacanze per dare l’ultimo saluto all’amico stilista.

Le cronache del tempo registrano le ultime tappe della Principessa in quella maledetta sera del 31 agosto. Ospiti della Suite Imperiale dell’Hotel Ritz, di proprietà della famiglia Al-Fayed, la coppia iconica cenò nella sala ristorante dell’albergo. Le telecamere interne ripresero ogni particolare: erano le ultime ore prima del fatale incidente.

Bellissima nella sua mise informale, con pantaloni bianchi a sigaretta e una giacca nera, la Principessa salì sulla Mercedes che l’avrebbe accompagnata verso il tredicesimo pilone, dove ad attenderla c’era la fine di una favola triste.

Morirono entrambi: Dodi al momento dello scontro fatale, Diana due ore dopo, all’Ospedale Pitié-Salpêtrière. Dal terribile incidente si salvò soltanto Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Lady Diana, mentre l’autista, Henri Paul, morì sul colpo.

Nel tentativo di sfuggire ai fotografi — questa fu la dichiarazione ufficiale — l’autista imboccò il tunnel sotto il Pont de l’Alma, rivelatosi un vero e proprio appuntamento con la morte.

L’alba del 1° settembre 1997 tolse il sorriso al sole. La Principessa Diana era morta.

Giovane e bellissima, icona di stile, ma soprattutto madre dell’erede al trono d’Inghilterra. Innamorata dei suoi figli, William e Harry, la Principessa non li avrebbe mai visti diventare uomini, né avrebbe potuto assistere al loro impegno nelle organizzazioni umanitarie a difesa dei più deboli.

Ventinove anni dopo il ricordo della Principessa è ancora pulsante nel cuore di un pianeta che si innamorò della sua bellezza, oggi cristallizzata sotto numerosi strati di grazia.

Il dubbio amletico che non si sia trattato di un incidente rimane nonostante le numerose perizie investigative, nessuna delle quali, tuttavia, consegnerà mai la password d’accesso.

Certo è che la Principessa Diana temeva per la propria vita, tanto che il suo legale, Victor Mishcon, era a conoscenza delle sue inquietanti dichiarazioni. Paure irrazionali o presagi di un possibile attentato? Il mondo continuerà a interrogarsi su una verità che, ancora oggi, molti ritengono insabbiata.