Revocato il fermo dei mezzi pesanti dopo il confronto con il ministro delle Infrastrutture. Riprende la circolazione sulle strade siciliane, ma resta lo stato di agitazione. Il 27 ottobre il primo tavolo permanente per affrontare le questioni ancora irrisolte.
Torna gradualmente alla normalità la circolazione dei mezzi pesanti in Sicilia dopo giorni di tensioni e disagi legati alla protesta degli autotrasportatori. Il Comitato dei trasporti siciliani (Cts) ha annunciato la revoca del fermo proclamato venerdì 16 ottobre, al termine di un confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha portato all’accoglimento della quasi totalità delle richieste avanzate dalla categoria. I camionisti hanno quindi iniziato a rimuovere i mezzi dai presidi e a riprendere le attività, consentendo un progressivo ritorno alla regolarità dei collegamenti e della distribuzione delle merci nell’Isola.
L’intesa rappresenta un risultato significativo per un comparto strategico dell’economia siciliana, da tempo alle prese con l’aumento dei costi di gestione, le difficoltà legate all’insularità e i ritardi nell’erogazione delle misure di sostegno. Al centro dell’accordo figurano importanti risorse economiche destinate alle imprese di autotrasporto. In particolare, è stato concordato lo sblocco di circa 104 milioni di euro relativi ai pagamenti arretrati del programma Sea Modal Shift, riferiti alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, oltre allo stanziamento di ulteriori 50 milioni per il periodo 2026/2027.
Un altro risultato riguarda il credito d’imposta sul gasolio, con lo sblocco annunciato di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate dalle imprese. Le somme dovranno essere rese disponibili nei rispettivi cassetti fiscali, offrendo una risposta alle difficoltà finanziarie che pesano sul settore. Complessivamente, le misure economiche annunciate superano i 580 milioni di euro, sebbene comprendano risorse riferite a differenti annualità e interventi.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Cts, Salvatore Bella, che ha sottolineato l’importanza del risultato raggiunto. «Alla fine siamo riusciti a sbloccare la situazione», ha dichiarato, spiegando che il ministro ha accolto sostanzialmente tutte le richieste, fatta eccezione per alcuni interventi che necessitano di ulteriori approfondimenti e coperture finanziarie. Proprio per questo è stata concordata l’istituzione di un tavolo permanente, la cui prima riunione è prevista per il prossimo 27 ottobre.
La revoca del fermo, tuttavia, non coincide con la conclusione definitiva della vertenza. Gli autotrasportatori hanno infatti deciso di mantenere lo stato di agitazione fino alla completa soluzione delle questioni ancora aperte. Tra queste figurano l’estensione di ulteriori quattro mesi del credito d’imposta sul gasolio e l’introduzione di contributi per contenere i costi dei traghetti attraverso lo Stretto di Messina, una voce particolarmente onerosa per le aziende siciliane che operano nei collegamenti con il resto della Penisola. Il ministro avrebbe assicurato che tali problematiche saranno affrontate nell’ambito del tavolo permanente dedicato al Mezzogiorno, con l’obiettivo di individuare le necessarie coperture finanziarie.
Sull’esito della trattativa è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che nei giorni precedenti aveva sollecitato il Governo nazionale a individuare soluzioni immediate. Il governatore ha espresso apprezzamento per i risultati del confronto, auspicando una rapida definizione delle questioni ancora irrisolte. Schifani ha inoltre ricordato che la Regione ha già previsto ulteriori risorse per il settore nel disegno di legge sulle variazioni di bilancio attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana.
La ripresa della circolazione rappresenta una notizia importante non soltanto per gli operatori del trasporto, ma per l’intero sistema produttivo dell’Isola. Dall’approvvigionamento dei supermercati alla distribuzione dei prodotti agricoli, fino ai collegamenti commerciali con il continente, l’autotrasporto costituisce un’infrastruttura essenziale per l’economia siciliana.
La protesta si conclude dunque con un primo risultato concreto, ma lascia aperta una questione più ampia: quella degli svantaggi strutturali che le imprese siciliane continuano a sostenere per movimentare le merci. Il prossimo appuntamento del 27 ottobre sarà decisivo per comprendere se gli impegni assunti potranno trasformarsi in soluzioni durature. Per il momento i camion tornano sulle strade e la Sicilia riprende a muoversi, mentre il settore attende che alle promesse seguano provvedimenti e risorse effettivamente disponibili.
