60 anni di Pooh, Taormina in festa: chi fermerà la musica?

Articolo di Orazio Musmeci

Storia, passione, energia, adrenalina, emozioni e soprattutto musica: tutto e questo e molto altro è stato il concerto dei Pooh andato in scena ieri sera al Teatro Antico di Taormina. Questa location estremamente suggestiva e naturalistica ha ospitato un duplice appuntamento (si erano esibiti anche la sera precedente) dedicato alla celebrazione dei loro 60 anni di carriera.

Per me è stata la prima volta ad un loro evento dal vivo e confesso che l’emozione è stata fortissima. Arrivato a Taormina nel pomeriggio con due miei amici e tanto entusiasmo, non vedevamo l’ora di assistere ad un qualcosa che aspettavamo da mesi e posso sicuramente affermare che è valsa la pena attendere.

Entrati all’interno del Teatro ci sediamo impazienti che il concerto cominci ma consapevoli che ci sarà molto da attendere e che l’inizio avverrà in ritardo (come di solito accade in questi grandi eventi) e invece ci sorprende la perfetta puntualità: e allora è tutto pronto, lo spettacolo può cominciare!

Sei decenni di amicizia, gratitudine e un miracolo

Si parte con i primi brani per iniziare a scaldare l’atmosfera, tra questi mi colpisce particolarmente “Amici per sempre”, canzone che rappresenta perfettamente il percorso di questi eterni ragazzi che hanno avuto un successo enorme nel corso di ben sei decenni, senza però mai perdere il valore dell’amicizia e rimanendo sempre uniti.

A seguito del primo blocco prendono la parola uno per uno i protagonisti della serata: emergono in particolare il fortissimo senso di gratitudine verso il pubblico espresso da Red Canzian e il “miracolo” dell’essere ancora tutti insieme e fare musica partendo da inclinazioni artistiche e provenienze territoriali diverse messo in evidenza da Dodi Battaglia.

L’importanza delle donne, la sperimentazione e i brani acustici

Archiviata la parte introduttiva si entra nel vivo ed inizia un blocco di brani dedicato all’amore e soprattutto alle donne, tema ricorrente nelle loro canzoni e parola presentissima nei loro testi: e allora si canta con “Stare senza di te” , “Non lasciarmi mai più” e “L’altra donna”.

I Pooh non sono però solo questo e il segreto del loro immenso successo è stata anche la capacità di sperimentare con suoni diversi, più ricercati, energici ed intensi e con storie raccontate che danno libero sfogo alla fantasia: da qui ci facciamo incantare dalla magia di brani come “L’aquila e il falco” e “Parsifal”.

In seguito l’atmosfera cambia ancora e si fa più intima: sul palco entra un pianoforte bianco e nuovi strumenti come un flauto o un’arpa si affiancano ai soliti (con l’aggiunta di Phil Mer alla batteria) dei Pooh. Il blocco dei brani acustici è suggestivo quanto emozionante: dal ricordo di Stefano D’Orazio con “50 primavere” cantata da Riccardo Fogli fino a “Notte a sorpresa” e “Cercando di te”.

La musica non ha intenzione di fermarsi

Il pubblico di fedelissimi ma anche chi si affaccia ai loro concerti o alla loro musica per la prima volta o solo da poco tempo è in estasi…e il meglio deve ancora arrivare! La parte finale del concerto è dedicata ai grandissimi successi dei Pooh, i quali prima ricordano le emozioni delle loro prime volte (come la prima volta che sono stati in cima alle classifiche delle canzoni più ascoltate in Italia) e poi si scatenano e fanno scatenare i presenti.

Prima il messaggio profondo di “Pierre” (che all’epoca in cui uscì fece scalpore ma che testimonia quanto questa band fosse già avanti nella propria mentalità), poi tutti a cantare a squarciagola insieme a Roby Facchinetti “Uomini soli” e in seguito stesso destino per “La donna del mio amico”. Al momento di “Piccola Katy” i Pooh ci invitano ad alzarci in piedi ed esplode la festa: tutti a ballare e cantare (e fare video). Tutti siamo entusiasti e carichissimi, ed è un crescendo fino alla fine: “Tanta voglia di lei”, “Dammi solo un minuto”, “Non siamo in pericolo”, “Noi due nel mondo e nell’anima”, “Pensiero” e chiusura in grande stile con “Chi fermerà la musica”.

Già, la domanda è proprio questa: chi fermerà la musica dei Pooh? Se dopo 60 anni il loro entusiasmo, la loro energia e la loro passione rimangono intatti e forse sono anche più forti e se il pubblico continua a seguirli con tantissimo amore e una dose spropositata di affetto e ammirazione, chissà se questo incredibile tour sarà l’ultimo ballo o meno: a giudicare da quanto visto e anche da quanto detto (è in programma un progetto di trasformazione del loro repertorio in musica sinfonica) penso proprio che la musica non abbia nessuna intenzione di fermarsi e nessuno possa arrestarla. Siamo noi a dire grazie a loro per le emozioni che ci hanno regalato e continuano a regalarci.

Concluso il concerto usciamo felici e ancora pieni di adrenalina, anche se con la gola un po’ provata dopo aver urlato (più che cantato) gran parte delle loro canzoni: dopo 2 ore e 40 circa di concerto senza soste siamo stanchi ma soddisfatti e ci incamminiamo per le strade di Taormina, consapevoli di aver assistito a un evento fatto di storia, passione, energia, adrenalina, emozioni e soprattutto musica: una festa della musica.