ACIREALE, PESTAGGIO IN PIENA PIAZZA DUOMO: 15 DASPO WILLY, FINO A TRE ANNI LONTANO DAI LOCALI DEL CENTRO

La Polizia di Stato ha notificato i provvedimenti nei confronti di quindici persone indagate per l’aggressione a due cittadini egiziani avvenuta nel giugno 2025. Divieto di accesso a bar, ristoranti, discoteche e aree circostanti per due o tre anni. Per chi viola le prescrizioni previste pene fino a tre anni di reclusione e multe fino a 24 mila euro.

ACIREALE, 27 ottobre 2026 – Quindici provvedimenti di Daspo Willy, con divieti di accesso ai locali pubblici e alle aree circostanti per periodi compresi tra due e tre anni. È la decisione adottata dal Questore di Catania nei confronti di altrettante persone indagate per il violento pestaggio di due cittadini egiziani avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 giugno 2025, nella centralissima piazza Duomo di Acireale. Le misure, notificate dalla Polizia di Stato e rese note nella giornata di ieri, rappresentano un ulteriore sviluppo di una vicenda giudiziaria che aveva già portato all’identificazione dei presunti partecipanti all’aggressione e all’applicazione di provvedimenti cautelari da parte dell’autorità giudiziaria.

L’episodio si era verificato nel cuore del centro storico acese, in uno dei luoghi più frequentati della città, soprattutto durante le serate e nei fine settimana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due cittadini di nazionalità egiziana erano rimasti vittime di un’aggressione di gruppo, sulla quale erano state immediatamente avviate le indagini della squadra investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania.

L’attività investigativa ha consentito di ricostruire le circostanze dell’accaduto e di identificare quindici soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, nell’episodio. Nei loro confronti, su richiesta della Procura etnea, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania aveva già disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, comunemente conosciuta come obbligo di firma.

A questa misura si aggiunge adesso il provvedimento amministrativo di prevenzione emesso dal Questore di Catania, finalizzato a impedire ai destinatari di frequentare i luoghi nei quali si sarebbe manifestata la condotta violenta contestata.

DIVIETO DI ACCESSO AI LOCALI PER DUE O TRE ANNI

I quindici Daspo Willy prevedono il divieto di accedere e frequentare determinati esercizi pubblici e aree della zona interessata dall’aggressione. Le restrizioni riguardano, in particolare, bar, ristoranti, discoteche e altri locali pubblici, oltre agli spazi circostanti individuati nei singoli provvedimenti.

La durata non è identica per tutti. Per alcuni destinatari il divieto è stato stabilito in due anni, mentre per altri si estenderà a tre anni, sulla base della gravità delle condotte contestate e degli eventuali precedenti.

Si tratta di una misura che non comporta automaticamente l’allontanamento dall’intero territorio comunale, ma limita la possibilità di accedere e sostare in specifici luoghi individuati dall’autorità di pubblica sicurezza.

Particolarmente severe le conseguenze previste in caso di inosservanza. La violazione delle prescrizioni contenute nel Daspo Willy può comportare una pena detentiva da uno a tre anni e una multa compresa tra 10 mila e 24 mila euro.

CHE COS’È IL DASPO WILLY E PERCHÉ SI CHIAMA COSÌ

Il Daspo Willy è uno strumento di prevenzione introdotto nell’ordinamento italiano per contrastare episodi di violenza nei luoghi pubblici e nelle aree caratterizzate dalla presenza di locali e attività di intrattenimento.

Il nome richiama la tragica vicenda di Willy Monteiro Duarte, il giovane di 21 anni ucciso nel settembre 2020 a Colleferro, in provincia di Roma, durante una violenta aggressione.

La sua morte suscitò profonda indignazione nell’opinione pubblica e contribuì a rafforzare il dibattito sulla necessità di strumenti più incisivi per prevenire le aggressioni nei luoghi della socialità.

Il provvedimento consente al Questore, nei casi previsti dalla legge, di vietare a determinate persone l’accesso a pubblici esercizi, locali di intrattenimento e aree circostanti.

A differenza di una condanna penale, il Daspo Willy ha natura preventiva. Il suo obiettivo è ridurre il rischio che determinate condotte possano ripetersi, attraverso restrizioni mirate alla frequentazione di luoghi considerati sensibili.

La sua applicazione non equivale quindi a una dichiarazione definitiva di colpevolezza. Anche nel caso di Acireale resta pienamente valido il principio costituzionale della presunzione di innocenza delle persone indagate fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

LA SICUREZZA NEL CENTRO STORICO E IL DIRITTO DI VIVERE LA CITTÀ

La vicenda riporta l’attenzione su un tema particolarmente sentito: la sicurezza degli spazi pubblici e dei luoghi di aggregazione.

Piazza Duomo rappresenta uno dei principali punti di riferimento della vita sociale, culturale e turistica di Acireale. Un luogo frequentato quotidianamente da residenti, famiglie, giovani e visitatori, attorno al quale si sviluppano numerose attività commerciali e di ristorazione.

Episodi di violenza come quello oggetto dell’indagine pongono inevitabilmente interrogativi sulla necessità di garantire una presenza efficace delle istituzioni e delle forze dell’ordine, soprattutto nelle fasce orarie caratterizzate da una maggiore affluenza.

La sicurezza urbana, tuttavia, non può essere affrontata esclusivamente attraverso l’adozione di provvedimenti restrittivi successivi agli episodi criminosi. Richiede anche prevenzione, educazione alla legalità, attenzione ai fenomeni di aggressività giovanile e collaborazione tra istituzioni, operatori economici e cittadini.

La possibilità di vivere serenamente il centro storico costituisce infatti un elemento fondamentale non soltanto per la qualità della vita dei residenti, ma anche per l’attrattività commerciale e turistica della città.

UNA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI, MA LA PREVENZIONE RESTA FONDAMENTALE

I quindici Daspo Willy notificati ad Acireale rappresentano un ulteriore passaggio nell’azione delle autorità nei confronti dei soggetti coinvolti nell’indagine sul pestaggio del giugno 2025.

Il provvedimento si affianca alle misure cautelari già disposte dall’autorità giudiziaria e punta a impedire che i destinatari possano frequentare, per un periodo determinato, i luoghi interessati dall’aggressione.

La vicenda evidenzia l’importanza dell’attività investigativa svolta dal Commissariato di Acireale e del coordinamento con la Procura della Repubblica di Catania, ma richiama anche una riflessione più ampia sulla convivenza civile.

Una città che vuole valorizzare il proprio centro storico, sostenere le attività economiche e promuovere occasioni di aggregazione deve poter garantire condizioni di sicurezza adeguate a tutti coloro che frequentano i suoi spazi pubblici.

Perché la sicurezza non consiste soltanto nel perseguire gli episodi di violenza dopo che si sono verificati, ma soprattutto nel creare le condizioni affinché quei fatti non debbano più ripetersi.

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