TORNA L’ORA SOLARE: NEL WEEKEND LANCETTE INDIETRO DI UN’ORA. SI DORMIRÀ DI PIÙ, MA IL NOSTRO ORGANISMO POTREBBE RISENTIRNE

Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 di notte gli orologi dovranno essere spostati sulle 2. Giornate apparentemente più corte, tramonti anticipati e qualche possibile disturbo del sonno. Ecco cosa cambia, le curiosità e i consigli per affrontare il passaggio.

Un’ora di sonno in più, ma anche pomeriggi più bui e la sensazione che l’inverno sia ormai alle porte. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, l’Italia saluterà l’ora legale per tornare all’ora solare, un appuntamento che si ripete ogni autunno e che, nonostante la sua apparente semplicità, continua a suscitare curiosità, discussioni e interrogativi sui suoi effetti sulla salute.

Alle 3 del mattino le lancette torneranno indietro di sessanta minuti, segnando nuovamente le 2. Smartphone, computer e dispositivi collegati alla rete provvederanno generalmente all’aggiornamento automatico, mentre gli orologi tradizionali dovranno essere regolati manualmente.

Il cambiamento ci accompagnerà fino all’ultima domenica di marzo 2027, quando tornerà l’ora legale.

Più luce al mattino, ma il buio arriverà prima

L’effetto più evidente riguarderà proprio la distribuzione della luce durante la giornata. Il sole sorgerà circa un’ora prima secondo l’orologio, ma tramonterà altrettanto prima. Chi si alza presto per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola potrà beneficiare di mattinate più luminose, mentre chi rientra a casa nel tardo pomeriggio si ritroverà più facilmente al buio.

Le giornate, naturalmente, non perderanno un’ora di luce a causa dello spostamento delle lancette. La durata effettiva della luce solare continuerà a diminuire progressivamente fino al solstizio d’inverno, previsto per il 21 dicembre.

Gli effetti sull’organismo: perché un’ora può fare la differenza

Dormire un’ora in più potrebbe sembrare un piccolo regalo, soprattutto per chi conduce una vita frenetica. Eppure, per il nostro organismo, il cambiamento non è del tutto indifferente.

Il corpo umano possiede un vero e proprio orologio biologico, regolato dai cosiddetti ritmi circadiani, che influenzano il sonno, la temperatura corporea, la produzione ormonale e persino l’appetito.

Anche uno spostamento di appena sessanta minuti può provocare temporaneamente stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e alterazioni del riposo notturno.

La luce naturale svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della melatonina, l’ormone che contribuisce a favorire il sonno. Quando cambiano gli orari di esposizione alla luce, l’organismo può impiegare alcuni giorni per adattarsi.

Il ritorno all’ora solare viene generalmente considerato meno impegnativo rispetto al passaggio primaverile all’ora legale, quando si perde un’ora di sonno. Tuttavia, bambini, anziani e persone particolarmente sensibili ai cambiamenti delle abitudini possono avvertire maggiormente il disagio.

Umore e stanchezza: il ruolo delle giornate più buie

Un altro aspetto interessante riguarda il rapporto tra luce solare e benessere psicologico. Con l’arrivo dell’autunno e la progressiva riduzione delle ore di luce, alcune persone possono sperimentare un calo dell’energia, una maggiore sonnolenza e variazioni dell’umore.

Non è tanto il cambio dell’ora in sé a determinare questi fenomeni, quanto soprattutto la minore esposizione alla luce naturale tipica dei mesi autunnali e invernali.

In alcuni soggetti predisposti, la stagionalità può contribuire alla comparsa di disturbi dell’umore, tra cui il disturbo affettivo stagionale.

Gli esperti suggeriscono di mantenere orari regolari, esporsi alla luce del mattino, praticare attività fisica e limitare l’utilizzo di dispositivi elettronici nelle ore che precedono il riposo.

Perché cambiamo ancora l’ora? Una storia che parte da lontano

Non tutti sanno che l’idea di modificare gli orari per sfruttare meglio la luce naturale ha radici antiche. Già Benjamin Franklin, nel Settecento, aveva ironicamente suggerito ai parigini di alzarsi prima per risparmiare sulle candele.

L’adozione concreta dell’ora legale arrivò molto più tardi. In Italia venne introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico. Dopo diverse sospensioni e ripristini, il sistema è diventato stabile a partire dal 1966.

Oggi il cambio dell’ora è disciplinato da regole comuni a livello europeo, ma da anni si discute dell’opportunità di abolire l’alternanza semestrale.

Nel 2019 il Parlamento europeo si espresse a favore della sua eliminazione, senza che si raggiungesse successivamente un accordo definitivo tra gli Stati membri. Per questo motivo, almeno per il momento, il sistema rimane invariato.

Le curiosità che forse non conoscevate

C’è un dettaglio che rende particolare la notte del ritorno all’ora solare: l’ora compresa tra le 2 e le 3 si ripete due volte. Questo può avere conseguenze pratiche nella registrazione di orari, nei sistemi informatici e nella gestione di alcuni servizi notturni.

Un’altra curiosità riguarda il fatto che non tutti i Paesi del mondo adottano il cambio dell’ora. Diverse nazioni mantengono lo stesso orario per tutto l’anno, soprattutto nelle regioni vicine all’Equatore, dove la durata del giorno varia relativamente poco tra le stagioni.

E poi c’è il tema del risparmio energetico. L’ora legale nasce proprio per sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale. I benefici effettivi, tuttavia, dipendono anche dalle abitudini di consumo e dall’utilizzo di riscaldamento e climatizzazione.

Come affrontare il cambio senza stress

Per rendere il passaggio meno fastidioso, può essere utile anticipare gradualmente di qualche minuto gli orari dei pasti e del riposo nei giorni precedenti, evitando bruschi cambiamenti delle proprie abitudini.

Una passeggiata al mattino, possibilmente all’aria aperta, aiuta l’organismo a sincronizzare il proprio ritmo biologico con la nuova distribuzione della luce. È consigliabile anche evitare pasti particolarmente pesanti, eccessi di caffeina e attività stimolanti prima di andare a dormire.

Per la maggior parte delle persone, l’adattamento avviene spontaneamente nel giro di pochi giorni.

Il prossimo fine settimana, dunque, guadagneremo simbolicamente un’ora di sonno, ma saluteremo anche le lunghe serate luminose. Un piccolo cambiamento delle lancette che segna, ogni anno, l’ingresso nella parte più buia dell’autunno e ci ricorda quanto profondamente la nostra vita quotidiana sia legata ai ritmi della natura.

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